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La birra Grozet degustata e recensita da AreaBirra.it ]

Birra Grozet


 
 Nome: Grozet
 Produttore: Heather Ale Ltd.
 Nazione di appartenenza: Scozia
 Gradazione: 5.00% Vol.
 Stile: Special - Speziata / con Erbe
 Colore: oro pallido
 Bicchiere suggerito:
 Note:
La Scozia può vantare una storia birraia anche più gloriosa, senz’altro più pittoresca, rispetto alla Germania o al Belgio; vuoi per l’atmosfera di antico mistero normalmente associata a tutto ciò che è scozzese, vuoi per le leggendarie vicende tra romani e celti, vuoi per l’effettiva suggestione dei luoghi.
 
In realtà, chi conosce bene la birra, sa che, in tale campo, la tradizione “caledoniana” – termine che indica anche un vero e proprio stile di produzione – poggia su radici storiche ben precise, per le quali la leggenda è solo un metodo di diffusione e, per così dire, di arricchimento romanzesco. Negli ultimi decenni le antiche ricette sono state oggetto di un autentico movimento di riscoperta – mi si conceda il termine – filologica. Tra i birrifici più attivi in tale ambito vi è quello gestito dai fratelli Williams, e denominato Heather Ale, dal nome del prodotto di punta.
Fin dal ‘600, i monaci scozzesi producevano una ale assai vinosa, aromatizzata con l’uva spina, frutto utilizzato fin dal Medioevo per liquori di vario tipo.
 
Questa birra divenne una bevanda di grande successo, al punto che iniziò una circolazione a livello artigianale; custodi delle ricette, le cosiddette “luckies”, donne spesso impiegate nelle taverne, incaricate di preparare gli infusi di malto. Una raccolta di queste ricette locali è stata redatta, in epoca vittoriana, da Meg Dods, che ha scovato i registri di molte “luckies”.
La più nota è la formula impiegata dalla lucky Tibbie Shields, di Selkirk, la quale produceva una ale di colore pallido, quasi verdognolo, e dal forte aroma di uva spina; questa birra fu chiamata Green Grozet, trascrizione scozzese di “graised”, il nome gaelico del frutto.
 
Tra i fans della Grozet vi furono anche grandi scrittori quali Sir Walter Scott e Robert Burns, i quali ne trasmisero la mitica fama fino ai giorni nostri. Scott descriveva la Grozet come una birra forte, simile al vino, prodotta con frumento e orzo. La ricetta riscoperta dai fratelli Williams è invece decisamente leggera, forse più in linea con le originali ale aromatizzate. Come queste, d’altra parte, utilizza per l’infuso erbe varie, non menzionate, invece, nella testimonianza di Scott. Il risultato è una birra sicuramente particolare, complessa e ben rispondente all’aura di leggenda che la circonda; lo stile, innanzitutto, definito “lagered ale”.
La birra, infatti, è prodotta con lievito ad alta fermentazione e, una volta pronta, viene rifermentata a basse temperature e per alcune settimane, “immagazzinata” (“lagered” in inglese), appunto.
Questo provvedimento assottiglia il corpo e riduce la dolcezza del malto, portando ad un prodotto finale che assomma l’aroma tipico di una ale e la secchezza e asciuttezza di una lager. L’infuso è di malto chiaro d’orzo e di frumento, le erbe, mirto selvatico ed olearia, vengono aggiunte durante la prima fermentazione “calda”, mentre l’uva spina compare nell’ultima fase, la rifermentazione “fredda”.
 
La Grozet si presenta con un colore oro pallido, quasi verdognolo, con lievi riflessi rossastri. La schiuma è moderata e poco persistente, e le bollicine si fanno vedere più che sentire al palato. L’aroma è poco intenso, fruttato e maltato. Il corpo è leggerissimo, da bibita, mentre il gusto aggredisce subito con una notevole, deliziosa fragranza di uva spina, che lascia però il posto, dopo alcuni secondi, alla componente speziata, con un sentore di menta fresca. Il finale è moderatamente luppolato, e chiude su un retrogusto di malto da lager e vino amabile.
 
Personalmente trovo questa birra un po’ troppo acquosa ed evanescente per i miei gusti. Nondimeno, si tratta sicuramente di un prodotto imprescindibile per qualsiasi appassionato, anche perché, leggendo le testimonianze, sembra corrispondere in maniera piuttosto fedele all’antenata consumata presso le “luckies”. Dissetante e rinfrescante, va servita fredda ma non freddissima, pena la perdita degli aromi caratteristici. Benchè sia commercializzata in autunno, è l’ideale per un aperitivo estivo, e si accompagna bene ad insalate, di riso e di pasta in particolare. Da provare.
 Temperatura di servizio: 9 - 12°C
 Sito web ufficiale: http://www.fraoch.com/historicales.htm
 Info: la birra Grozet è stata recensita il 12/04/2005 da kevin

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